sabato 25 ottobre 2008

Incontro col ministro Gelmini del 24 Ottobre 2008 presso il Ministero della Pubblica Istruzione a Roma.

Sinistra per... incontra il Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini

“Prendiamo atto che il Ministro Gelmini non intende nei fatti aprire un dialogo vero sulla riforma dell'università. Infatti per un cambiamento reale sono necessari nuovi investimenti per l’Università e la ricerca. Per questo unica condizione di dialogo è l'abrogazione degli artt. 16 e 66 della legge 133/2008.

Abbiamo accettato di incontrare il Ministro ma non riteniamo che gli incontri di venerdì pomeriggio rappresentino una vera apertura di dialogo. Il Ministro non crede che l'Università sia sottofinanziata ma soltanto che le risorse vengono spese male. Neanche i noti dati OCSE l'hanno convinta del contrario. Il Ministro ha fatto intendere che la mobilitazione sia stata pilotata dai partiti dell’opposizione e che sarebbe contraddistinta dalla difesa dello status quo.

Abbiamo replicato ribadendo la nostra autonomia e infatti abbiamo sempre criticato le politiche sull’Università di tutti i governi degli ultimi anni. Abbiamo anche ricordato che le associazioni mobilitate in questi giorni in difesa dell’Università pubblica sono le stesse che per anni, inascoltati, hanno chiesto riforme vere per le quali sono necessari investimenti e non tagli.

Abbiamo chiuso l’incontro, a fronte dell’atteggiamento di chiusura del Ministro, precisando che la mobilitazione continuerà e sarà contraddistinta da una grande coordinazione nazionale.

La società civile è per la difesa del sapere e chiede che anche in tempo di crisi economica l’Università rappresenti una priorità per il paese.

8 commenti:

Car ha detto...

Non c'è nulla di casuale nelle dichiarazioni seguite da smentita di Silvio Berlusconi sulla polizia nelle scuole.
Il Cavaliere quando parla segue una
strategia precisa.Da una parte vuole saggiare le reazioni dell'opinione pubblica abituandola a poco a poco all'idea che contro gli studenti si può utilizzare la forza, dall'altra tenta di distogliere l'attenzione dal
nocciolo del problema: ai tagli di spesa nella scuola si è provveduto con un decreto legge senza consultare nessuno.

Il decisionismo, del resto, in giorni in cui cinque telegiornali su sei si limitano a fare da megafono del potere, paga. Quello che la maggior parte degli italiani hanno capito del decreto Gelmini è infatti semplice: alle
elementari si ritornerà a mettere il grembiule e nelle classi si tornerà ad avere un solo maestro. Tutto il resto passa in secondo piano. Ovvio che in un paese di anziani come il nostro la controriforma, raccontata così,
raccolga ampi consensi. Il grembiule (che oltretutto non è un'idea da buttar via) e il maestro unico riportano alla mente della gente i bei tempi andati.
Tempi che, man mano si va avanti con gli anni, sono sempre migliori dei presenti.

Non bisogna quindi farsi ingannare dalle manifestazioni.Chi protesta, per quanto numerosi siano i cortei, per il momento rappresenta solo la minoranza dei cittadini. La situazione può però cambiare rapidamente. La controriforma, per come è stata concepita, è destinata a toccare ampi strati
della popolazione, a incidere direttamente sulla vita delle famiglie.
Ma,nella gran parte dei casi, non lo farà subito. Molti cambiamenti avverranno lentamente.
Per questo Berlusconi si lamenta dei giornali e a parole sminuisce la portata degli interventi (il maestro unico, per esempio, nei
discorsi del premier diventa maestro prevalente): il suo obiettivo è prendere tempo e far sì che non si conoscano troppo bene gli esatti contenuti delle nuove norme.

Col passare dei giorni e il crescere delle proteste la probabilità che si verifichi qualche incidente (quasi inevitabile quando migliaia di persone molto giovani scendono in piazza) aumenta. E gli incidenti, che Berlusconi con i suoi interventi sembra voler evocare, rappresenterebbero per lui una
vittoria. Le tv ci metterebbero un secondo ad amplificarne la portata
innescando una serie di reazioni a catena difficilmente prevedibili.

Che fare allora? Quattro cose: ricordarsi di Gandhi che con la non violenza liberò una nazione, non accettare provocazioni, organizzare proteste sempre
più "mediatiche" che possano trovar spazio nei telegiornali, presentare poche e chiare controproposte.

Che nel mondo della scuola e delle università si disperdano inutilmente molti capitali è un fatto.
Che sia necessaria una
razionalizzazione delle spese è un altro fatto (pensiamo, per esempio, alle
norme che hanno consentito l'apertura di nuovi atenei in quasi ogni capoluogo di provincia e la creazione di corsi di laurea in materie che non permetteranno a nessuno di trovare occupazione).

Insomma anche manifestando studenti e docenti dovranno continuare a lavorare. Serve subito una piattaforma precisa. Un programma per punti sul quale il governo sia costretto ad aprire la discussione.

( Peter Gomez )

Francesco ha detto...

Bene la mia proposta forse è un pò troppo drastica...Facciamo come i camionisti, blocchiamo le autostrade con un mega sit in coordinato con gli altri atenei, magari piantando anche le tende :)

Massena ha detto...

continuo ad essere dell'idea che una protesta dei soli universitari sia insufficiente.
Finora è una cosa autoreferenziale: manifesta chi è toccato direttamente dal provvedimento, come facevano i dipendenti alitalia prima di noi o i ragazzi delle scuole sotto le grinfie dell Moratti!
Bloccare le autostrade o paralizzare centri vitali del paese, senza l'appoggio di esponenti delle altre branche del settore pubblico a rischio tagli sarebbe suicida.
L'opinione pubblica sarebbe contro chi impedisce al borghesuccio di andare dove vuole. I media hanno un gran potere e Berlusconi andrebbe a nozze con una cosa del genere.
COordinamento con tutti, non colpi di testa.
La carta sanità e ospedali, porca troia: non si tratta nemmeno di inventare ma di spiegare qual'è la linea seguita dal governo!

Barzu ha detto...

Ciao a tutti/e
è la prima volta che scrivo sul blog, seguo sin dalla sua genesi il vostro lavoro e l'intera protesta.
Ora, a parte Gelmini , Berlusconi e Tremonti, credo che il problema di fondo oggi sia un altro. Il problema è la mancanza di coscienza sociale all'interno della società civile. Non fraintendetemi, la mobiliazion ha visto scendere in piazza tantissie persone, qua a Pisa, ma anche a Firenze e via a seguire in tante altre città d'Italia, credo però che la protesta non debba chiudersi ai soli universitari, ma anzi dovrebbero scendere in piazza con noi operai, camionisti, precari di ogni settore, perchè questa pseudo riforma interessa tutti, sia per effetti diretti che indiretti. C'è una cosa che dobbiamo tener a mente, a mio giudizio il sistema universitario è malato, la nostra protesta deve allargare il suo raggio d'interesse, anche i baroni a casa. Perchè se oggi qualche docente decide di tenere la bocca chiusa è perchè ha uno status quo da proteggere, oppure qualche figlio da piazzare in qualche ateneo.
Sono fermamente convinto che la lotta debba continuare e nei modi più duri, dico duri e non violenti, cioè credo sia il caso di bloccare in qualche modo l'economia di questa città. saluti Barzu

ELIT ha detto...

Ragazzi, occupare va bene. Ma non danneggiate le strutture universitarie costate centinaia di migliaia di euro (E mi riferisco in particolare al Carmignani). Lottare è democrazia. Ma scrivere sui muri e distruggere beni di tutti non serve a nulla. Detto questo mi associo al No al Decreto 133.

Nev-Mal ha detto...

Intanto appoggio in pieno Elit, le strutture sono pubbliche, cioè di TUTTI, NON di NESSUNO.

Poi vi chiedo: ma per la manifestazione a Roma si è oprganizzato qualcosa?
Si va?
Come?
Ci sono treni, pulmann etc?

Filo ha detto...

Ragazzi scusate...io avrei pensato ad una cosa...Dal 30 ott al 2 novembre a Lucca si terrà un evento di dimensione mondiale:Lucca Comics.Che ne dite di organizzare una manifestazione,una protesta,insomma un qualcosa che attiri l'attenzione???Sul modello dei ragazzi che hanno protestato al festival del cinema...ma senza manganellate...Io e un'altra ragazza aspettiamo contatti da tutti coloro che vogliono partecipare,soprattutto pensavo ad un appoggio dei gruppi che guidano l'onda a pisa,e mi riferisco a pco,ecc...
in più stavamo cercando di metter su un gruppo a lucca che si ponga come punto di riferimento per tutti gli studenti e le organizzazioni,dalle elementari all'università.Nel nostro piccolo vorremmo fare qualcosa...
vi lascio la mia mail e contatto msn...
ca_la_brisedda@hotmail.it

Nev-Mal ha detto...

http://www.ateneopulito.it/

Andate a dare un occhiata.
E' interessante e comunque onore al merito di chi si fa ancora sentire, mattendoci la faccia in prima persona.